Social Wars: Vkontakte si fa le Stories..a quando Facebook?

Il social network russo Vkontakte.ru ha lanciato settimana scorsa una nuova feature molto interessante per la creazione di storytelling, ma per nulla innovativa: le Stories e continua così la sfida Vkontakte vs Facebook.

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E’ interessante notare le differenze con Instagram Stories, ovvero molto poche, probabilmente al momento Instagram Stories è più usato ed ha a disposizione un maggior numero di emoticons rispetto quanto mette al momento a disposizione Vkontakte.ru .

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Le Stories sono un chiaro esempio di come i social continuino ad inseguirsi (Instagram Stories ha una palese somiglianza con le funzionalità di Snapchat) alla ricerca di features che possano interessare gli utenti per un tempo limitato di tempo, i social che creano contenuto a tempo limitato stanno crescendo in modo esponenziale ed abitaundo i millennials e non ad un utilizzo di contenuti volatili nel senso che non restano sul media. Una funzione positiva che vedo in questo è che se tre tra i principali social utilizzano funzioni simili andiamo verso una standardizzazione che semplifica usabilità per utenti non early adopter.

E’ importante quindi che le aziende si adeguino a queste mutazioni, Zuckember (CEO di Facebook ) ha dichiarato al MWC che “La maggior parte dei contenuti che fruivamo dieci anni fa erano testo, poi foto, e ora stanno rapidamente diventando video, penso che stiamo entrando in un mondo in cui, tra qualche anno, la stragrande maggioranza dei contenuti che le persone consumeranno online saranno video”. Anche se qualcuno ha fatto notare che l’algoritmo del newsfeed è stato modificato affinchè gli utenti vedano più video per allungare il tempo trascorso in rete, penso sia in atto un cambiamento della fruizione del contenuto in questi anni: più visuale e volatile.

Attraverso le Stories e altri contenuti visivi le aziende hanno la possibilità di creare valori ed emozioni lavorando sullo storytelling.

 

 

Social Wars: Telegram batte WhatsApp e introduce la possibilità di cancellare i messaggi inviati

L’app Telegram ha da poco rilasciato su App Store e Google Play Store la versione 3.16 che permette con la funzione revoke di eliminare i messaggi inviati sia dallo smartphone di chi ha inviato il messaggio sia da quello che lo ha ricevuto. Telegram batte sul tempo quindi Whats App che non ha ancora rilasciato, se non in versione test ad un certo numero di utenti questa possibilità.

Per approfondimenti

Ottimizza il tuo sito con Hotjar

Ti interessa scoprire come i visitatori del tuo sito navigano ed usano le funzionalità che hai implementato? Ora pui scoprirlo in modo semplice collezionando feedback preziosi per trasformare gli utenti in potenziali clienti. La soluzione che ti suggerisco si chiama Hotjar.

Hotjar è un tool che conosco abbastanza bene, lo utilizzo già da più di un semestre sia nella versione free che nella versione a pagamento, free per questo sito per testarlo e business per il sito di Salewa.

Headmap

Io credo che in questa fase della digitalizzazione delle aziende un tool oltre che avere funzionalità interessanti deve essere o facilmente integrabile con le altre piattaforme in essere oppure essere parte di una piattaforma come un add-on. Hotjar nella sua dashboard permette di analizzare: headmaps, page recording, poll, forms and funnels.  In tutta onestà la maggior parte del tempo che ho impiegato con questo tool l’ho spesa sulle due feature principali: head map e recording tralasciando altre features quali funnel, e questionari da non considerare affatto minori, in quanto so che vengono usate per analisi CRO (Conversion rate optimization). Una volta settato una nuova head maps puoi definire un target di visite e definire la pagina (nella versione business), e poi il sistema inizia a lavorare da solo.

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Puoi anche analizzare i dati in modo più approfondito basandosi solo su desktop, mobile o tablet, per verificare se l’usabilità cambia da tipologia di device. In più se ti serve puoi anche scaricare il file.

E’ stato utile?

Si, lavorando per un ecommerce abbiamo notato che il link dello store finder era tra i più ricercati ed abbiamo quindi provato a modificare la posizione più in linea con le aspettative degli utenti.

Recordings

La registrazione ci aiuta a capire veramente come gli utenti si muovono all’interno del nostro sito web, di sicuro scopriremo che non hanno dei movimenti logici, come li abbiamo pensato costruendo la navigazione del sito dai wireframe in poi. Queste analisi sono utili anche per capire quali siano le difficoltà degli utenti non solo nella navigazione ma nella usabilità stessa delle singole pagine del sito o delle funzioni, per esempio se notiamo che più utenti stanno fermi col mouse sopra la mappa dello store finder per qualche minuto, forse proprio intuitivo non è..

Sotto ho raccolto dei casi reali di setting e del video

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E’ stato utile?

Si, lavorando ad una campagna digital di promozione di un contest online ci siamo accorti di un punto critico che abbiamo prontamente risolto, cliccavano un’icona pensando che scrollasse la pagina, la soluzione è stata aggiungere questa funzionalità e da li i tempi di registrazione al contest si sono ridotti

Sondaggi

Sfruttando il codice è possibile far in modo che dei sondaggi appaiano in determinate pagine del sito customizzando la grafica e definendo persino le azioni / ritardi temporali che lo fanno scaturire, la fruizione dei risultati è altre sì molto semplice.

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E’ stato utile?

Lo scoprirò

 

L’implementazione del tool è molto semplice, può essere fatta via codice, via Google Tag Manager oppure tramite un plugin wordpress Hotjar WordPress Plugin , ho provato tutti i casi ed ha sempre funzionato.

Un altro punto a favore sono i costi, 89€/month per la business solution che può essere anticipata dalla free trial..

A chi lo consiglio

Lo consiglio a chi ha l’umiltà di mettersi in discussione per capire che spesso ciò che ha costruito ha tenuto conto di tutto tranne che dei destinatari, ed abbia la voglia di capire meglio i propri utenti. Non è un sostituto ad analisi di CRO, ma un mezzo per scoprire che noi, come i nostri utenti non siamo macchine razionali.

Per approfondimenti:

Do you want to try a pair of shoes? you have to pay 10 euro! Is that Multichannel?

Do you want to try a pair of shoes? you have to pay 10 euro!

This is the recipe to oppose to online shopping. It seems so, at least reading the title of the journalist of Adige, a newspaper from Trento, a city in the north of Italy. Trento is a city famous for mountain sporty people, mostly climbers, mountain bikers, mountaineers..that look for technicity when they buy, not often, but more then in the other city where i lived before. I dont want to say who has right or is going in the wrong way, but just to express my opinion.

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Personas: How to create Personas for Your Business to interact individually with the Users

 

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Marika and Marie have the same age, the same status, the same interest also, and they come from the same city. In my database are in the same subgroup, so i can send  them a standard message, what is wrong in that? Let’s go deeper, both of them like the mountain yes, but how do they live the activities there? One like the mountain as she can meet her frends, walk there and satisfy so her need to be part of a group, the otehr like the mountain as let her feel alive trying week after week to improve her mountain competence.

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Personas are archetypal representations of audience segments, or user types, which describe user characteristics that lead to different collections of needs and behaviors.

Alan Cooper

We have to change the point of view and change the way in which we comunicate and create the contents, for example if we have to organize a campaign, the step would not be anymore the following:

  • Create an offer
  • Schedule in the calendar
  • Send to mass audience

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We have to change the process and the target, because we have to start not anymore from the campaign, but from the customer:

  • Build profile
  • Desing an experience
  • Interact individualy

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Why do we need personas?

We need to create the profile to get closer to our customers, this is a way to align our perceptions to the reality because we cannot just think that we can create product and services without be in touch with them because we cannot be in their mind during the moments of truth to really  understand why they choose our brand and too often our perception is not the right way, maybe not totally wrong, but not optimized.

Working with personas could help the brands to focus on products and services with no energy wasting following some management idea with no relation with the reality.

Personas are fictional representations of segments of buyers based on real data reflecting their behaviors

How to create personas?

If buyer personas are representations of who buyers are, what they want to achive, what goals drive their behavior, how they think, how they buy, and why they make buying decisions based on researches, we have to find the way to collect that informations:

  • Focus group
  • questionnaire
  • interview
  • observations
  • EEG test
  • purchase data
  • contests

All this data could be organize in three big family:

Demographic

Demographic research has the goal to collect the informations about age, gender, status, location

Goals and challenges

Goals are the reasons why that drive the behaviour of the consumers, how they buy in which favourte channels, in which time, where happen their micromoments when they decide to buy a service or product

How we can help.

How we can help represent the list of activities that a brand can do to create a relation with the consumer to support him to reach his goal through the brand activities and engagements.

 

According to Philip Kotler, a niche market is a group with a clear segment definition. Usually it’s a small market whose needs are not being well served.
Complementing this definition, the niche market is one group reduced  with needs and/or specific wishes, willingness to meet them and economic capacity to make the purchase or acquisition.

By the way personas are not the goal, but is an intermediate step before the personalized communication, most companies infact don’t have the tools yet and their content isn’t nearly granular enough to work with Big Data and personalization, for that reason Personas have year of full life yet and is important to work on them.

 

 

Free Shipping? No thanks

The title is obviusly a provocation, the reason why i wrote that post is to point out how the shipping cost changes from the point of view of the online retailers and the point of view of the users too.

Milano 5 February 2011 My colleagues and me wait for the lunch pause to collect the different orders to make an online order and save money paying just one delivery.

Trento 5 February 2016 Im walking in a shopping mall and i see a nice pullover that reminds me that i have to buy a led lamp for the closet, so with my smartphone i open Amazon App and i buy the lamp that was in my wishlist since the previous day and i choose to receive the product in one working day for free as i joined Amazon Prime, and i was thinking why there is not the one hour shipping cost in my city.

In 5 years the consumers and the online retailers have changed their attitudes and propositions

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The consumers in the past years have changed their attitude to live the web surfing with process there was already beginning that we can border in two sub seams: mobility and loneliness.

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source: cisco.com

As we can see in the graphic the global mobile growth is not anymore just a trend, but it’s a fact that in the next four year more than duplicate. More the consumer become familiar with mobile devices, more they implode their real network and social activities even because they can now fill in a list of different actions from every place they are with any geographical need.

It means that the consumers can satisfy in mobility their needs splitting in micormoments:i want to know,  i want to go, i want to do and i want to know.

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In 5 years the online retailers set the free shipping not like a perk, but like a necessity

The reasons is that as much as people like buying things cheaper online, they don’t like waiting to get them, especially if shipping costs significantly increase the final cost. So in the last years the delivery policy and the costs for a shipping decreased and opeed so the possibiltiy to offer free shipping even for smaller retailer.

So now is more easy to find different shipping solutions when we are in the cart to conclude the order, applying to some program like Amazon Prime i can have my order in 1 working day, that is a strong promise and USP, most of all if it come from the top player in the market.

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In some city Amazon can deliver even in one hour the product that i buy. When and if the possibilities will be spread even in other cities, the online shipping paradigm will drastically change.

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Do the consumer really ask for that?

According to a reasearch of Accent, the 88% of consumers would be more likely to shop online if they were promised free shipping. Consumers are also motivated to shop online by deals and promotions (30%) and the possibility that they might be able to avoid holiday crowds (20%). A survey of eMarketer.com suggested that customers are most motivated by percentage discounts while free or discounted shipping was the most effective customer incentive they could offer, 9 points below the response rate for percentage discounts. –

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What can be the balance of that two incentives? An other research help us to understand whether consumers prefer free shipping instead of discounts and the results was very interesting because it shows how the activities should be adapted for the different target; in fact the preferences changes by demographic and age most of all.

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The results revealed that respondents between the ages of 18 and 45 preferred percentage discounts to free shipping when making a digital purchase while the olders consumers preferred free shipping above discounts.What customers are willing to pay for is quality. In fact they declared to be open to paying more for a quality item, especially when the brand delivers positive customer service as well.

Vuoi convertire il tuo Profilo privato in Fan page Facebook?Ora si può

[post aggiornato con guida alla migrazione- prima pubblicazione 22.3.2011]

Capita spesso, troppo spesso ormai che giungano richieste di amicizia da parte di aziende che si sono iscritte a Facebook come fossero dei profili privati. Ho già parlato in questo post delle differenze tra fan page, gruppo e profilo e dei vantaggi per un’azienda a creare una fan page invece che un profilo privato. ..ora forse Facebook ha rilasciato una modalità per convertire i profili privati in fan page migrando gli amici in fans!

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Recensione Libro: Neuromarketing: il nervo della vendita

Neuromarketing: il nervo della vendita Book Cover Neuromarketing: il nervo della vendita
Patrick Renvoisé
2006
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E' il primo libro che ho letto sul tema del neuromarketing, consigliato da un ex collega cinque anni fa o più, quando ancora il tema del neuromarketing non era così in voga, infatti l'approccio era più orientato sul tema vendita. E' un testo che mi sento di consigliare a chiunque si occupi di marketing tradizionale, web marketing o comunicazione in genere anche se non come primo testo per approcciare il tema, partirei con qualcosa di più soft per poi approcciarsi a questo testo dalla profondità media sul tema.Il libro è comunque ricco di esempi e casi pratici lo rendono ideale per chi cerca un testo che approcci il tema non solo dal punto di vista teorico.

Available in: Paperback

ISPO Trade fair and Experiential Marketing

I have just finished my two days by ISPO Munich: the leading international exibithion for the sport business elite and this year i walked through the different booth looking for new idea about the concept of Experiential marketing. I wanted to know how the different brands try to involve the visitors.

First of all i would like to anticipate that my considerations is like the points of view of a visitor and that the trade fair is a B2B exibithion, so the connection with the users could not be the main scope of many brands that read the fair just as a place to meet the stakeholders to increase the sales.

So for one hour i “change my mind” and walk listening other visitors. The goal was to collect examples of brands that create relations through the different type of experiences (Sense, Feel, Think, Act, and Relate) across experience providers.

I have to admit that i didnt notice some so cool idea to write in my pocketbook, there were many screen to explain products or brand videos, but no so many idea to engage the consumers.

The best engaging concept in my opinion were in the booth of GORE-TEX® , SALEWA and Mammut

GORE-TEX®

What i like from GORE-TEX® was not in the booth, but in the installation for celebrate 40 years of innovation. The visitors were invited to join in the black box where they can feel, listen, see the innovation activating the different senses:  vision, hearing, and touch.

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PROS: Activate more than one sense, box isolated from the mess of the traid fair

CONS: visitors cant understand to go in without an hostess that invite

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SALEWA

SALEWA Tryed to engage the users through a seasonal campign warm up connecting emotions to warmness of the body and to express that concept implementing a tool where the users can make a picture of their body through a thermal camera.

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PROS: Innovative tool, mix science and experience

CONS: the tool was inside the booth, not visible with a big screen to attract visitors on the warmness concept

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MAMMUT

Mammut approached ISPO with two concepts: one about the ABS avalanche system and one oculus 360. The oculus was presented some season ago, in factt was relegated to an corner inside the booth, while the ABS system was visibele in the external part of the booth near the entry where two players could have a challenge on put on the backpack and activate the ABS.

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PROS: Gaming activation, connection with a product

CONS: the activity should be promote more, the installation without players is not easy to understand

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Recensione: Neuromarketing

Neuromarketing Book Cover Neuromarketing
Martin Lindstrom

Il libro Neuromarketing presenta i risultati di una ricerca durata tre anni che ha analizzato i cervelli di duemila volontari in tutto il mondo che si sono prestati a test riguardo le loro reazioni davanti a pubblicità, marchi e prodotti.

Lindstrom ha tentato di rispondere alla domanda perchè compriamo una cosa invece di un’altra e cosa influenza veramente le nostre decisioni, tra il gran numero di messaggi che ci raggiungono ogni giorno che stimolano i nostri sensi.

Il libro cerca di spiegare perchè una pubblicita cattura il nostro occhio rispetto un altro, perchè uno slogan curioso resta nella nostra mente e perchè  resta nella nostra mente un jingle e dontinuiamo a canticchiarlo.

Il motivo è perchè le decisioni di acquisto avvengono nel nostro subconscio.

Recensione libro: Contagioso di Jonah Berger

Contagioso Book Cover Contagioso
Jonah Berger
http://www.amazon.it/Contagioso-Perch-prodotto-successo-diffondono/dp/8820059193

Il libro Contagioso di Jonah Berger cerca di dare risposte alle domande:
Perché un prodotto ha successo ed un altro no? La risposta non è grazie alla pubblicità; le persone non danno retta agli spot; preferiscono ascoltare il parere degli amici.
Jonah Berger, è docente di marketing alla Wharton School, specializzato in word of mouth, viral marketing, social influence e In questo libro, che combina studi innovativi e storie coinvolgenti, svela i meccanismi segreti del passaparola e della trasmissione sociale e mostra i sei punti di forza che deve avere una campagna per rendere contagiosi prodotti e idee.

Il libro "Contagioso"" fornisce quindi delle pratiche applicabili per creare lanci pubblicitari, diffondere informazioni, ideare cose o messaggi che la gente amerà e condividerà.
E’ un libro utile sia al management una grande azienda, sia al proprietario di una PMI, non solo per i risvolti pratici, ma per dare quel tocco di innovazione che serve nelle aziende italiane odierne.

Tata scommette su ZICA 7 Senses con una campagna di Experiential Marketing

Tata lancia la campagna #madeofgreat che segna il nuovo corso per il brand indiano che vira la sua comunicazione verso un approccio orientato al nuovo journey spostandosi così dal prodotto all’esperienza immersiva che gli utenti possono avere col prodotto. 7 senses coinvolge gli utenti non solo nei suoi cinque sensi più famosi, ma anche in altri due altrettanto coinvolgenti: equilibrio e intuizione.

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