Facebook Ads o Sponsored Stories: quale scegliere per la tua azienda?

Facebook ha rilasciato la funzionalità Sponsored stories per le campagne ads (anche se per ora solo in USA, ma possiamo supporre presto anche in Italia). Si potrà quindi scegliere tra Facebook Ads e Sponsored Stories, cosa sono, ma soprattutto sono adatte al tuo business?

Le Sponsor Stories sono un nuovo modo di approcciare l’ads di Facebook che permette di promuovere le fan page tramite i neewsfeed degli update dei likers della pagina. Cosa significa? Significa rendere visibili le azioni dei componenti della community legata alla pagina e prenderne profitto in termini di interazioni e visibilità perchè ciò che riguarda i nostri amici è più interessante e suscita maggiore interesse nel puro spirito di Facebook.

Tramite l’ads tool sarà possibile scegliere e trasformare in ads alcune delle azioni degli utenti (check-in, like, post..) così da rendere più dinamica la pagina ed accrescere l’idea di interazione tra brand/pagina ed utenti

E’ la strategia giusta per la tua azienda? Se hai un piano di comunicazione basato sull’interattività con i tuoi utenti la risposta è affermativa, se invece l’ads è fine a se stesso ho dei dubbi sull’effettivo beneficio che ne può derivare da un azione del genere anche perchè subito sono nate delle polemiche riguardo la privacy. Probelma risolvibile come spiega proprio Facebook dalle impostazioni sulla privacy

da dove è possibile impostare a chi rendere visibili le informazioni (solo amici…) suggerimento che darei in ottica di trasparenza anche agli utenti della community del brand

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2 thoughts on “Facebook Ads o Sponsored Stories: quale scegliere per la tua azienda?

  1. Tagliaerbe docet: “… il brand decide che quando viene citato da un utente, all’interno di una delle 4 “azioni” previste (like, checkin, azioni eseguite all’interno di applicazioni e post), può fare in modo che l’azione diventi una Sponsored Stories.
    Immagino che il brand potrà “filtrare” l’azione in modo che non tutte diventino Sponsored Stories: per esempio, Starbucks potrebbe decidere di escludere gli utenti italiani (perché non ha punti vendita in Italia). Oppure (faccio un azzardo…) filtrare solo i post “positivi” ed eliminare quelli “negativi”: per esempio, se l’utente dice “sto bevendo un Frappuccino da Starbucks, è buonissimo” questo si trasforma in Sponsored Stories; se invece dice “che schifo ‘sto Frappuccino di Starbucks”, non succede nulla. Altrimenti c’è il rischio che azioni negative diventino pubblicità…”